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giovedì 24 dicembre 2015

Gli auguri farlocchi

Sono molto "desperate housewife", ma son gli auguri che mi venivano questo Natale!
:)

E vai di lavatrici!



lunedì 21 dicembre 2015

Six years ago in a galaxy far far away...

6 anni fa, in una stanza d'ospedale, sembra un'altra galassia, un universo parallelo; un silenzio innaturale ghigliottina fuori il mondo e le sue assurde priorità. Dalla finestra vicino al letto sebbene non possa alzarmi, si vede la prima neve della stagione ricoprire con perseveranza i contorni della città, sembra ribadire che per un po' nulla esisterà più come prima, scomparirà dagli occhi e dalla mente per catapultarmi nella quarta dimensione, quella dell'intimità dei vissuti e delle relazioni. La neve si scioglierà poco alla volta nel corso della vita quotidiana, riportando alla luce il resto, ma questo avverrà piano, piano fuori da lì.

il Risveglio della Forza ha inizio in quel preciso momento in cui "il prima" viene sepolto.

Diventare madre è un passaggio graduale, un risveglio, a volte brusco altre più dolce, che lentamente conduce alla scoperta di parti di sé sconosciute e al ritrovo di quelle abbandonate.
La nascita del mio primo bimbo mi ha posto di fronte ai diversi miei limiti, soprattutto quelli legati all'accettazione di lasciar andare le cose come vanno.
Con la prima maternità le mie aspettative e la volontà di aver tutto sotto controllo si sono subito scontrate con la realtà.
Desideravo fortemente partorire in casa e tenermi il più possibile a distanza dall'ingerenza di interventi medici non graditi. Poco prima della realizzazione, i miei sogni sono però capitolati di fronte all'evidenza dell'impossibilità: non ero da sola a condurre i giochi, dall'interno del mio pancione si stabilizzava, per volontà o per  una congiuntura sfavorevole, una situazione che metteva in discussione tutti i progetti accuratamente programmati.
Non è stato facile accettare.
Se l'idea di partorire fisiologicamente non mi preoccupava troppo, la prospettiva di un cesareo invece mi terrorizzava.
Ho dovuto superare. Ho dovuto prendere le mie certezze faticosamente acquisite e difese, e metterle da parte.
Non era possibile fare diversamente, ma bisognava comunque cogliere il meglio.
Il meglio era averlo tra le braccia, sano, bello e mistico.
Ma con un enorme delusione da consolare.
La delusione di non aver potuto fare a modo mio: non ho "sentito" quando lo hanno fatto uscire, non ho potuto stringerlo per prima, ma solo vederlo di sfuggita, ho avuto tante difficoltà con l'allattamento, il dolore post operazione mi è sembrato insopportabile ed eterno e ho dovuto sostenere il peso di tanta gente intorno infastidita dalla mia frustrazione e che non aveva difficoltà a farmelo intendere!
Ma quello che abbiamo nella testa e nel cuore lo conosciamo solo noi.
Perché i sentimenti personali sono il frutto di una storia, la nostra. 
Nessuno può riuscire a giudicare dall'esterno, può condividere o non condividere, ma non può definire la pertinenza o meno di un sentimento.
Di quel Natale ricordo che nonostante avessi il mio bimbo fra le braccia, mi sentivo smarrita, perché coglievo una imprevista fragilità in questo nuovo ruolo che da pochi giorni mi apparteneva in modo tangibile e che da subito mi imponeva lo sforzo di abbandonare le mie verità, per farle rinascere all'interno di una relazione sotto la nuova veste di compromesso.
Solo col tempo ho capito essere un dono della maternità.
Pagato il prezzo di starci male (il grande tabù odierno: una mamma DEVE essere felice SEMPRE) si scorgono inaspettati punti di vista, si valutano prospettive insolite attraverso cui guardare ai fatti e si accettano gli epiloghi differenti, che dalla nascita via via crescendo, i figli ci chiedono di inventare, costruendo percorsi di vita veri e non preconfezionati.
La maternità, giorno dopo giorno, è per me il risveglio di questa forza.
La forza di perdersi  nell'inatteso ogni volta con un briciolo di maggior fiducia in me.

La Galassia Vortice vista sia in ottico (rosso, verde e blu) che in raggi X (viola).
Crediti: NASA/CXC/Wesleyan Univ./R.Kilgard, et al; NASA/STScI

mercoledì 16 dicembre 2015

10 (+2) buoni consigli da NON seguire per diventare blogger di successo (ovvero dei miei deliri di scrittura digitale)

Un buon consiglio diamolo sempre a qualcun altro. È l'unica cosa da farne giacché non è di nessuna utilità per noi stessi.
Oscar Wilde, Un marito ideale, 1895
Per la rubrica "sBlOGga il tuo potenziale" oggi spiegherò bene come diventare blogger di successo (e contemporaneamente il perché io NON lo sarò MAI, ma questo fa parte della rubrica "autostìGmati" che è tutto un altro dire).
In primis c'entrano sicuramente le abilità di scrittura.
Io personalmente uso la tecnica (improvvisata) della scrultura, ovvero di fronte al vuoto del foglio digitale reagisco gettando un magma di grafemi, parole e punteggiatura in qualche modo collegato ai miei pensieri e sul quale piano piano inizio a lavorare come uno scultore-scrittore: plasmando, rifinendo, spostando, lisciando e soprattutto...togliendo, togliendo, togliendo, devota al motto di Madame De La Fayette "un soldino per ogni parola risparmiata, dieci ogni due", fino a quando una forma leggibile e soddisfacente non emerge dalla materia di bit e pensieri sfusi un tot al chilo.

martedì 15 dicembre 2015

Una minestra di sole

Ogni tanto mi invento delle produzioni culinarie che credo (probabilmente a torto) possano interessare al world wide web.
Allora oggi propongo questa complicatissima ricetta per una minestra soleggiata che è piaciuta tanto ai miei bimbi.

venerdì 4 dicembre 2015

La famiglia Bélier

La famiglia Bélier è un film francese del 2014 che ha avuto un grande successo nelle sale e ha ricevuto infatti anche il premio Salamandre d'or del pubblico.
Il regista dichiara di aver scelto di rappresentare il soggetto famiglia, perché da sempre appassionato al tema e regala al pubblico un film in cui il microcosmo famigliare è al centro degli avvenimenti.
La sua scelta cade sulla descrizione di una famiglia particolare, un escamotage narrativo per esprimere come ogni famiglia sia unica, in quanto composta da individui diversi in una coesa relazione tra loro che influenza e in parte definisce le identità personali.
"La famiglia Bélier" di Johnny Freak - fotogramma. Con licenza Copyrighted tramite Wikipedia - https://it.wikipedia.org/wiki/File:La_famiglia_B%C3%A9lier.png#/media/File:La_famiglia_B%C3%A9lier.png

sabato 28 novembre 2015

Lavare a mano delicatamente (ma con costanza)

Si avvicina il Natale. Che felicità!, cantiamo tutti in coro…
Ok. Ci provo, ma con scarsi risultati: non riesco a simulare.
Son contenta che arrivino le festività natalizie, per carità, ma se da un lato il momento è magico per la gioia e l’intimità famigliare, dall'altro è indubitabile che sia un periodo stressante di corse contro il tempo e di lotte contro il budget di spesa!
A dire il vero per quest'ultimo punto non è che servano troppi ragionamenti: quasi tutto si concentra in balocchi per il pargolame.

lunedì 9 novembre 2015

Pidocchi: dimmi come li affronti e ti dirò chi sei

Se sei una mamma non puoi ignorarne la presenza o quantomeno saperne dell'esistenza.
Il meraviglioso mondo dei pidocchi sarà un'amena scoperta tra le altre numerose che si fanno durante questa wonderful experience che è la maternità.

giovedì 5 novembre 2015

Boyhood

Boyhood, ovvero fanciullezza, adolescenza, cioè quel periodo delicato e fondante per l'individuo che dall'infanzia conduce alla maturità, al diventare adulti, uomini e donne nel mondo.
Ed è proprio questo il titolo scelto per il film indipendente scritto e diretto dal Richard Linklater che è lo sguardo del regista sulla crescita e l'evoluzione di un bambino, della sua famiglia e del mondo che ruota intorno ad essi.

martedì 3 novembre 2015

Di Cresime, adolescenza e spalline anni 80

Alcune domeniche addietro siamo stati alla Cresima di una cara nipote.
Sul sacramento in sé non ho molto da dire, a parte la difficoltà di spiegare ai bimbi un rito religioso senza utilizzare contenuti religiosi. 
Intendo dire che da qualche tempo ho scoperto di avere una posizione vicina al noncognitivismo-teologico-agnostico-sbiriguda-quintana.
Insomma etichette a parte, è un po' che la penso come la penso: non saprei dare una definizione di dio e per questo ritengo di non dovermene occupare troppo. Spero dio possa perdonarmi.

venerdì 16 ottobre 2015

Petizione per abolire l'uso di whatsapp nei gruppi di mamme che hanno i figli nella stessa classe

E' successo, anche stavolta. A settembre iniziano le scuole, ad Ottobre c'è la prima riunione di classe con annessa e connessa elezione del rappresentante (che meriterebbe un capitolo a parte) e in questa sede le mamme si autorganizzano, nota bene: le mamme, perchè i papà generalmente se ne chiamano fuori.

martedì 13 ottobre 2015

La strada per la felicità (cioè quella che va a scuola!)

Ce l'abbiamo fatta.
Anche noi abbiamo iniziato la prima elementare.
Il plurale ovviamente è sovrabbondante, visto che non è che (per fortuna) mi debba sedere al banchetto con mio figlio, ma in un certo senso, l'avvio nel mondo della scuola coinvolge talmente a fondo anche noi genitori (anche in questo caso il singolare sarebbe sufficiente) che vien naturale.

venerdì 9 ottobre 2015

Gli occhiali dell'amore

"Il primo dono che voglio scambiare con te è una rosa, una rosa rossa.
Il simbolo dell’amore per eccellenza. Lo dice anche Bertoli nella sua versione de Il Pescatore: rosa rossa pegno d’amore.

giovedì 24 settembre 2015

(I don't) miss (you), Italia

Bazzicando su Facebook anche poco poco (come mi succede sempre più ultimamente) non è possibile non imbattersi nella polemica legata ad una specifica affermazione rilasciata dalla neo Miss Italia credo poco prima di essere eletta.
Intervistata da uno dei vip presenti, alla domanda "in quale epoca avresti voluto vivere, quale personaggio avresti voluto essere e perchè" pare che la sventurata meschina, sebbene la più bella dello Stivale, abbia risposto con una serie di castronerie poco felici che purtroppo per lei (e anche un po' per noi!) hanno assunto sui Social un'amplificazione spropositata.

lunedì 21 settembre 2015

The day after (...the wedding)

Mica è semplice il giorno dopo.
Troppa emozione, troppa adrenalina, troppa felicità. Il giorno dopo ci si sente frastornati dal "troppo" e francamente, quando tutto è terminato, il senso di svuotamento è grande.

mercoledì 9 settembre 2015

Signor Abito

Più di due mesi addietro.
Signor Abito incombe su di me.
Mi guarda, mi osserva severo dal manichino che ne riempie le forme.
Io distolgo lo sguardo. Lo amo e lo detesto.
Son in ritardo, lo sappiamo entrambi.


sabato 8 agosto 2015

Una collana in vero smeraldo...di mare

Ricordo chiaramente che quando ero piccola sul litorale ligure si potevano trovare conchigliette delicatamente colorate di viola o giallo e anche se i ricordi sono ormai sbiaditi, potrei giurare di aver visto una volta un cavalluccio marino nuotare tra gli scogli del molo.
Ora questa ricchezza su queste spiagge altamente frequentate e in questo mare abusato è un sogno. Niente conchiglie. Niente abitanti marini speciali, qualche aringa, che ci si può divertire a seguire con maschera e boccaglio, ma niente più.
NIENTE PIU'?

mercoledì 5 agosto 2015

Sogno di una notte di mezza estate (sul lungomare)

Ci sono momenti in cui la felicità sembra afferrabile, addirittura tangibile. Nell'aria ne senti l'odore, vedi il suo colore, ne assapori il gusto e ti sembra di udirne il suo suono: i tuoi organi di senso la percepiscono nella realtà che ti circonda.

Ci sono sere di mezza estate in cui si passeggia sul lungomare e sono eterne, perchè eternamente uguali sono i lungomare nel tempo e nello spazio...i lungomare del mondo e della storia, in fondo, si somigliano tutti.

venerdì 24 luglio 2015

Ci sono piccoli gialli, piccoli blu e...piccole (!) censure

"Piccolo giallo e piccolo blu" è un testo per l'infanzia scritto e illustrato da Leo Lionni, pittore del Manifesto futurista e autore, scomparso negli anni novanta, di brillanti libri per piccini.

giovedì 16 luglio 2015

La creatività vien dormendo

Ognuno di noi ha la sua zona comfort.
Non mi riferisco alla situazione comoda (e di comodo) dalla quale è difficile separarsi per avviare un cambiamento, concetto di solito utilizzato dai guru del change management.
Mi riferisco proprio ad uno stato, una condizione, favorevoli al relax e allo sciogliere le briglie ai pensieri e quindi alla creatività.

martedì 23 giugno 2015

L'insopportabile leggerezza dell'essere...sola

All'inizio ti senti leggera.
Lui e loro se ne sono andati al mare. Senza di te.
Tu sei rimasta a casa a cucire l'abito degli abiti, il Signor Abito.
E così per i primi venti minuti spatasci tutto in giro per la casa: il metro, il manichino, la stoffa, i cartamodelli, i giornali, gli spilli.
Non hai paura che arrivino manine appiccicaticce a ghermire i lembi dei tuoi preziosi tessuti.
Poi salti il pranzo. Che se non devi prepararlo per nessuno, che mangi a fare tu?
Accendi lo stereo, ti fai la ceretta, una doccia, ti spalmi pure l'olio idratante.
Scegli una gonnellina frou-frou e ti pregusti l'uscita da single.
Ti guardi intorno, è un casino. La stoffa è aperta sul letto, il Signor Abito sul divano, avanzi di pizzo sul tavolo in cucina. Ritiri la roba stesa fuori ormai asciutta, e così ora sul divano ci sono anche gli asciugamani che sanno di mare e sole cittadini.
Vabbè metto a posto dopo, oggi son leggera.

mercoledì 3 giugno 2015

Non sono quel tipo di mamma che si commuove alla recita di fine anno...

...no,
son quel tipo di mamma che stringe i denti, singhiozza e trattiene le lacrime in uno sforzo sovrumano, appena fa capolino la testolina del primo bimbo che sta per entrare in scena! Quando parte l’introduzione della base musicale selezionata per accompagnare le prodezze dei pargoli, mi si contorce la faccia, i connotati si stropicciano, non riesco a camuffare l'emozione! (Tra l’altro mi chiedo se le insegnanti della scuola materna facciano un corso sull'uso di colonne sonore strappalacrime!)
La settimana scorsa c’è stata la consegna del diploma ai bimbi grandi, rito di passaggio alla scuola primaria. Semola è giunto al termine della sua avventura nella scuola dell'infanzia, un'avventura che per quanto riguarda il mio punto di vista di genitore, ha avuto alti e bassi, pochi momenti entusiasmanti e molta disillusione.

martedì 19 maggio 2015

La pasta madre: una di noi


Da qualche parte ho letto che per "rinvigorire" un po' la pasta
madre si può darle da "mangiare" un cucchiaino di miele.
La golosona ha gradito! :)
Da qualche tempo è entrata a far parte della nostra famiglia la pasta madre.
Ne parlo come una di noi, perchè persino il piccolo di casa, quando mi vede armeggiare con il barattolino che la contiene, anche solo per annusarne il profumo buonissimo, mi chiede: "come 'ta patta made, mamma?".
La pasta madre, per chi non lo sapesse, è una pasta lievitante che abbisogna di cure e amore.

Ma che cosa è esattamente?


martedì 12 maggio 2015

Una shopper speciale. Non solo per mamme!

Come al solito eccomi con il mio bel post...tardivo!La festa della mamma è passata, avete festeggiato? Bene.
Io per l'occasione ho scritto sul blog questa "piccina" riflessione sulle mamme, ma poi ho anche creato manualmente un pensiero per la mia di mamma!



giovedì 7 maggio 2015

Le mamme sono...

Le mamme sono esseri multi-braccia.
Come abili piovre o mistiche dee khalí, con una mano girano il sugo, con l'altra reggono il pupo, con l'altra aiutano a fare i compiti, accarezzano un piccolo, grande dispiacere e se ne avanza una si pettinano. Quando non bastano le mani usano le gambe, una per spingere il passeggino, una per giocare alla settimana, un piede e le sue dita per raccogliere gli indumenti sparsi per la casa.

lunedì 13 aprile 2015

"Ma è da femmine?"

"Mamma...ma è da femmine?" mi chiede mio figlio, con un'aria a metà strada tra il dispiaciuto e il contrariato.


Chissà perchè ad un certo punto, che lo si voglia o no, questa domanda arriva!

Arriva, più o meno, anche il reciproco femminile. La mamma di qualche bimba lo potrà confermare: il rifiuto categorico della propria piccola di vestirsi con abiti dalla foggia "troppo maschile".
Esistono però tra i generi delle differenze, infatti raramente le attività considerate "da maschi" sono snobbate dalle bambine con la stessa fermezza dei loro compagni.

venerdì 20 marzo 2015

Resilienza o morbistenza? Libere traduzioni dell’artista dallo psicologhese.

Dall'incontro-intervista con Enrica Tesio, sabato 14 Marzo, a cura dell'associazione L'Ora del Te.
"Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore."
Italo Calvino
Lei non vola. Ma plana lo stesso sulle cose dall'alto, perchè fa salti altissimi.
Enrica Tesio, 36 anni, due figli, due gatti, un lavoro, una separazione. PAUSA.
La maggior parte di noi si sarebbe a questo punto un po' impantanata…
lei preme il tasto AVANTI veloce e dopo la separazione partorisce un blog di successo, che parla “di” e “alle” emozioni, e ora un libro di successo (chevvelodicoafa’?), plasmato da una costola del suo diario in rete.

mercoledì 11 marzo 2015

Nuove principesse, vecchi schemi (ma forse qualcosa di nuovo c'è!)

Qualche giorno addietro leggevo su Facebook il post di una mamma sul film della Disney Frozen, Il Regno di Ghiaccio.
Immagine tratta dal sito Disneystore a puro scopo esemplificativo
Film che all'epoca dell'uscita, tutta la nostra famiglia aveva visto (dietro mia insistenza!) e che ci aveva lasciato di ghiaccio, non per i suoi contenuti, bensì per motivi legati alla proiezione cinematografica nel multisala.
Tornando a Facebook, la mamma in questione si stupiva e si dispiaceva che tutte le bimbe, le sue comprese, prediligessero e si immedesimassero nella figura della principessa Elsa (favore confermato e fomentato anche dal marketing di gadget che ruota intorno alla principessa del ghiaccio) piuttosto che preferire la sorella Anna, che di contro sembra essere la beniamina delle mamme.

giovedì 19 febbraio 2015

Neve soffice e lieve (e finta!)

Quest'anno l'inverno non ci ha regalato molta neve, soprattutto dalle nostre parti più che un soffice di manto bianco si è vista tanta acqua!

Ultimamente poi le giornate han già virato verso un tiepido tepore primaverile, di cui han subito approfittato  le mimose, che son esplose nel loro splendido giallo vitaminico.
Le occasioni per sguazzare nella neve quindi son state poche, ma di recente per fortuna siamo riusciti a partire con bob e palette per trascorrere una domenica nella neve più soffice, bianca e gelata in cui rotolarsi, lanciarsi, mescolarsi, sprofondare e poi riemergere.

sabato 14 febbraio 2015

Famolo strano

A me è capitato di farlo davvero nei luoghi più impensati e insoliti.
Tanto per cominciare, praticamente in tutte le stanze e gli angoli della casa, anche in bagno.
Ancor meglio nella vasca da bagno.
In macchina, sul sedile davanti e su quello posteriore.

Nell’area di sosta dell’autostrada,
nei camerini del centro commerciale,
nel parcheggio del supermercato.

Sulle panchine dei giardinetti, anche al freddo dell’inverno.
Al cinema,
al museo,
una volta anche a teatro!

E poi al bar,
in pizzeria,
all’hammam (fantastico!!!)
a casa di amici.

Poi ci sono i momenti ancor più speciali: 
alla festa della Santa Patrona del paesello sperduto nelle Langhe,
in barca davanti a luoghi incantati e incontaminati,
sul ciglio del sentiero che si perde nel bosco d'autunno, 
in riva al mare, mentre calava il sole e si allungavano le ombre.

È successo persino dentro una…Chiesa.

E a tutte le ore del giorno e della notte!

Pausa latte all'acquario

L’allattamento al seno a richiesta è così…imprevedibile, non programmabile. 

Quando capita, capita, dove capita, capita.

Allattare in pubblico, sempre a TETTA alta, è importante, non solo per il bene di mamma e bambino, ma anche per diffondere la cultura dell’allattamento al seno: allattare NON è solo un fatto istintivo, è per buona parte un comportamento appreso, ciò significa che quando allatti in pubblico, non lo sai, ma stai contribuendo a formare le nuove generazioni (di mamme...e papà!).


Allora raccontami, tu, dove l’hai fatto?

giovedì 12 febbraio 2015

(Piccole) riflessioni (montessoriane) prima del sonno

"...augh (sbadiglio)
per me andare in giardino (all'asilo ndr), aughhhhhhh (sbadiglio n.2) è quasi un incubo.
Per quasi tutti gli altri bambini no.
Ma...ma...non...AAAAAAUGHHHHHHHHH (mega sbadiglio)
non si può mica essere tutti uguali.
Alcuni sono diversi.
Augh.(sbadiglio finale)"
...
Cala la notte, la pace e...il silenzio, perchè non si possono aggiungere parole ad un concetto così ben espresso.

CC BY Asheboro Public Library su Flickr
"Per pensare con creatività, dobbiamo essere capaci di guardare come fosse nuovo, ciò che diamo per scontato"





lunedì 26 gennaio 2015

Message in a bottle: la blog therapy

La scrittura era dentro di me...epperò non usciva di fuori!

D'altra parte come poteva essere altrimenti? Io e i miei travagliati quanto monotoni e indecifrabili 6/7 (...è sei o è sette? mah!) ai temi in classe del liceo, conquistati a fatica sempre con l'impressione di un'elargizione caritatevole dell'insegnante di italiano. Io che ho accolto con gaudio e plauso la fine della stesura di elaborati scritti per tutta la durata della carriera universitaria e sempre io che al lavoro impegnavo anima e corpo nella composizione al massimo di...qualche mail!

Per un certo periodo della mia vita ho odiato scrivere.

lunedì 19 gennaio 2015

Donne "forty" sull’orlo di una crisi di nervi

40 luoghi comuni (+ 3 riflessioni personali) per i 40 anni di una donna.
Uno per ogni anno. I corsivi sono miei, tutto il resto trovato in Rete. Non ci credete? Googlare per credere: “donna quarant’anni”!

venerdì 9 gennaio 2015

Chi è Charlie?

"Mamma..."
Sì?
"Hai finito di lavolale? No perché vollei due coccole"
Ma certo pulce, non sto lavorando...stavo leggendo le notizie dal mondo.
"Ah."
...
"Buone notizie?"

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